Messaggi edizioni

Una casa editrice

messaggi edizioni buono copiaL’amore per i libri

Andando a ritroso nel tempo, ritorno con la memoria ai primi anni di scuola quando, spronato e sollecitato dai miei primi insegnanti, spinto da una grande voglia di conoscenza, ma soprattutto dalla necessità di sognare, riversai la mia attenzione alla lettura e cominciai letteralmente a divorare un libro dopo l’altro, custodendoli poi come un piccolo tesoro.

Nacque così l’amore per i libri, oggetti capaci di portarmi in un modo diverso, farmi vivere avventure, farmi conoscere il passato ma anche di farmi sognare il futuro, capaci di risvegliare in me spirito di emulazione e fantasia, trasformandomi persino da fruitore di altrui pensieri in aspirante apprendista autore, portandomi anche a pubblicare i miei sogni nel cassetto…


Le esperienze di lavoro

Con il passare degli anni, dopo gli studi scolastici, l’impatto con la realtà e con il mondo del lavoro: le prime esperienze in tipografia, che oso definire la sala parto del libro, il luogo che portava dal concepimento intellettuale al profumo dell’inchiostro e della carta stampata; l’amore per la lettura era così diventato lavoro, dando la possibilità di modellare i contenuti, dandogli forma e vita.

In questo percorso, una serie infinita di incontri con tanti autori, noti o meno nel firmamento dell’editoria italiana poco importa, perché portavano comunque ad un travaso di idee ed al confronto di culture diverse: da Dino Bianco a Nino Cellupica, da Sante Zirioni a Giovanni Colasuonno, da Ferdinando Pappalardo a Pasquale Guaragnella e Cesare Colafemmina… poesia, storia locale, cultura universitaria, un grande arricchimento umano e culturale.

E gli incontri con gli autori erano anche conoscenza di sigle editoriali come: Edizioni del Circito, Editoriale Sette, Rebellato, Adriatica, Bottega Apulia, Peucetia, Bracciodieta, Ladisa, Palomar, di editori come Giuseppe Bracciodieta, Giuseppe Ladisa, Gianfranco Cosma… Un contatto infinito con i libri e con uomini che amavano visceralmente i libri che mi ha contagiato e portato a pensare e creare una nuova casa per il libro: la Messaggi edizioni.


La nuova casa editrice

Ed ecco nascere la Messaggi edizioni, una piccola casa editrice che, partendo dall’entroterra barese, si propone di dare spazio e voce a quanti, lontani dalla possibilità di accedere ai grandi marchi editoriali, vogliano realizzare il loro piccolo sogno nel cassetto dandogli una casa, una veste grafica, una presenza sul mercato che non sia solo quella della realizzazione tipografica.

Partendo da questa piccola aspirazione, le esperienze si sono consolidate, e pian piano quella che inizialmente stata una produzione disarticolata ha cominciato a settorializzarsi, portando alla nascita di collane editoriali che, guardando al territorio e partendo dal territorio, vogliono essere testimonianza e prova di una esistenza e di una notevole vitalità culturale.


Perché “Messaggi”

Il nome nato dall’esigenza di porsi come interfaccia con i fruitori del nostro prodotto-libro. E cosa il libro ed il suo contenuto se non un messaggio lanciato dall’autore al lettore? Cosa poteva meglio rappresentare questo nome se non il classico aeroplanino di carta che tante volte abbiamo utilizzato anche per gioco in maniera semplice ed immediata? Così è venuto l’abbinamento dell’immagine (l’aeroplanino di carta) e del nome Messaggi (quel plurale di messaggio che ben rende l’idea della continuitàˆ dell’attività editoriale) che mi auguro possano essere nel tempo un’idea comunicativa, gradevole, valida e vincente.


Il “fiore” all’occhiello

Grazie alla grande amicizia e alla collaborazione consolidata del direttore editoriale, il prof. Cesare Colafemmina, venuta anche la specialità: l’ebraismo; e le chicche: il Sefer Yuhasin, bollettino di ricerche sulla storia degli Ebrei nell’Italia Meridionale, e le collane di Iudaica (suddivisa nelle sezioni Palme, Cedri, Mirti e Salici), con tanti lavori già pubblicati e tanti ancora da pubblicare che possiamo sicuramente considerare il fiore a l’occhiello della casa editrice.

L’esperienza del periodico locale


Infine, ma non ultima, l’esperienza di un periodico locale: L’Obiettivo, un po’ giornale e un po’ rivista, con l’ambizione di fare cultura e informazione.

E ancora tanti sogni nel cassetto, tanta voglia di fare cultura, tante idee e tanta disponibilità verso gli autori, giovani e meno giovani, che hanno voglia di pubblicare…

Nicola Surico

 

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