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L’esistenza dello stato di Israele, il Medio Oriente e la comunità internazionale – Considerazioni sul conflitto (Cedri 5), Jonathan Curci – Raffaele Petroni

Listino: € 20,00l'esistenza-dello-stato
Collana: Iudaica
Anno: 2011
Pagine: 332
ISBN: 978-88-89734-21-6

“L’aspetto più innovativo che questo libro propone rispetto alla letteratura esistente riguarda la soluzione prospettata al problema dell’occupazione militare israeliana nei confronti dei territori palestinesi, che rispetti le sensibilità culturali dei due popoli. Sebbene la comunità internazionale sia molto lontana dall’accettare questo concetto, il testo spiega le ragioni di questa unica possibilità di pace effettiva, non solo diplomatica… Questo libro – per l’attualità che tratta, per le tesi sostenute e per gli aspetti nuovi relativi al conflitto che affronta – può essere un buon inizio per una discussione più seria del conflitto, soprattutto alla luce del fallimento dell’assioma pace per terra” (Sen. Luigi Compagna).
La peculiarità del conflitto arabo-israeliano e il fallimento dell’assioma “pace per terra” alla base del “processo di pace” iniziato a Oslo nel 1993 incrementano l’opinione negativa che la comunità internazionale ha delle ragioni dello Stato d’Israele e spingono per una giurisprudenza internazionale progressivamente anti-sionista, anti-israeliana e anti-ebraica. Le basi storiche e religiose del diritto all’autodeterminazione ebraica sulla terra che il mondo non-israelita chiama Palestina sembrano scontrarsi con lo stesso diritto palestinese: il libro spiega dal punto di vista del diritto internazionale sia la tesi dell’esistenza di Israele in confini difendibili e sicuri che realizzino il diritto all’autodeterminazione ebraica in Eretz Israel proporzionalmente al diritto all’estensione del diritto all’autodeterminazione arabo-musulmana realizzato nei vari Stati islamici, sia la legittimità del diritto degli Ebrei di risiedere in qualsiasi parte di Gerusalemme, della Giudea e della Samaria(regioni più note ai non-ebrei col nome di Cisgiordania) alla pari di quella dei palestinesi di vivere in Israele, a prescindere dalla sovranità esercitata su questi cittadini. La contesa tra gli ebrei israeliani e l’arena internazionale proviene dall’insensibilità che questa mostra sia verso il legame indissolubile tra gli ebrei e quel piccolo lembo di terra, sia verso il sentimento di terrore presente in Israele, minuscola isola democratica nel bel mezzo di dittature pronte a distruggerla militarmente secondo le derive fondamentaliste della propria cultura, derive che allontanano la riconciliazione dei palestinesi con i propri fratelli ebrei.

 

 

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