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E i contadini… divennero briganti. L’unità d’Italia fuori dal mito – Michele Natale

Listino: € 15,00
Collana: Convegno – Atti
Anno: 2017
Pagine: 192
ISBN 978-88-89734-48-3

Il fenomeno del brigantaggio, presente in Italia, Spagna, Grecia, Paesi Balcanici e altrove, già nel 1799 nel Mezzogiornod’Italia aveva assunto un grande valore politico. I primi nuclei di rivolta brigantesca si formarono negli Abruzzi, in Terra di lavoro, nelle Puglie e in Basilicata, luoghi in cui la questione delle terre era più sentita. Dopo l’annessione del regno Borbonico a quello dei Savoia, si riaccesero i contrasti già verificatisi nel 1848, e mentre i garibaldini infiammavano gli animi dei liberali, il popolo minuto iniziava a tumultuare per la divisione delle terre, incendiando gli archivi comunali dove si conservavano i titoli di possesso. Quando, poi, il nuovo Stato unitario intervenne per ristabilire l’ordine, la resistenza aumentò e si estese. Contadini, pastori, braccianti, affamati di cibo e di terre affiancarono evasi dalle galere borboniche, renitenti alla leva militare, militi del disciolto esercito borbonico e realizzarono un movimento di resistenza e opposizione che espresse con la violenza, unico modo che conosceva, la propria contrarietà al nuovo potere dei “galantuomini”.
Questo testo nasce dal tentativo di dare risposta a una semplice domanda: “come potevano non diventare briganti?”. Non mi interessa influenzare il lettore, non voglio assolvere o condannare nessuno, ma esporre la mia idea e il lavoro di ricerca svolto.
Il racconto noto ai più del brigantaggio è prevalentemente quello scritto dai vincitori. A noi, poveri terroni, è stato lasciato l’ingrato compito di vergognarci dei nostri avi e, al più, tentare di giustificarli. Mi piacerebbe non dimenticassimo che molti briganti, a modo loro, si sono battuti per soddisfare la loro sete di giustizia, che il più delle volte si chiamava semplicemente “terra”.

Michele Natale, nato ad Acquaviva delle Fonti nel 1954, inizia giovanissimo il suo impegno socialista rivoluzionario. Presidente del Centro Studi Storico economico “Antonio Lucarelli”, ha pubblicato: “Sulle tracce di Antonio Lucarelli” (2010 – 2012), “Un’esperienza straordinaria … alla ricerca del bene comune” (2012), “Il peso della crisi” (2012), “Gli ospedali di Acquaviva” (2016).

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